Ore 21 e 15. Sono seduto davanti al mio pc portatile nella stanza d'albergo, a Bosisio Parini, che mi ospita il fine settimana quando mi reco al centro E. Medea (La Nostra Famiglia) dove è ospite mio figlio Federico, dal 26 Gennaio '09, per il servizio di riabilitazione dopo l'incidente del Gennaio dell'anno scorso. So che sarà difficile ma, proverò a trasmettervi, le emozioni e le paure di un ragazzo di 24 anni rimasto non vedente.Lo sai secondo la "nuova classificazione internazionale del funzionamento della salute e della disabilità" la parola handicap non sarà più utilizzata perche ha connotazione negativa.
Che ne pensi ? Deficit, menomazioni, disabilità, handicap alla fine è tutto un gioco di parole intorno alla persona che non è capace di essere o di fare secondo la norma. Le definizioni in genere sono noiose però molto importanti perchè attraverso esse si classificano le persone mettendole in categorie ben precise; inoltre attraverso le definizioni si dà o si toglie libertà alla persona, si svalorizza o si svaluta, e questo vale ancor di più per una persona disabile. Ad esempio, se ti domandi chi è il cieco ? Puoi rispondere una persona che non vede, un non-vedente oppure l'esperto dell'invisibile. In ogni caso sono tutti tentativi di descrivere un'esistenza e per questo bisogna fare molta attenzione: il come ne parli riflette il significato che gli attribuisci. Ogni esistenza ha il suo significato e non ha bisogno di essere valutata, misurata o confrontata, ha semplicemente il diritto di essere.
A Te inizialmente la vita aveva donato la vista, poi un giorno te l'ha tolta...
...non ancora 23 anni, a cavallo di una moto, contro un palo della luce e poi sul duro asfalto del marciapiede. Ora a distanza di un anno ti rendi conto che la Tua vita sarà diversa, lo so ti dispiace ma non devi aver paura, chissà il tempo ti regalerà di essere accompagnato dal tuo cane, di poter imparare il linguaggio braille e poi, tutti ormai sanno che Federico non potrà più vedere, quindi, non c'è più niente da nascondere, ne da sottovalutare o sopravalutare.
Certo ti chiederai perchè io e non un altro, soffrirai molto ma, ti prenderemo per mano e la Tua vita avrà ragione di essere e non sarà mai stata uno sbaglio.
Con il tempo non ti chiederai più perchè, sarai più sereno, credemi è solo questione di tempo. Qualcuno ti ha lanciato una sfida, spesso ci sono limiti che non vuoi e non sai accettare, e allora sei arrabbiato e li neghi, ma poi arriva il momento, anche se non immediato ne sereno, che devi accettare, che devi dire di si. Finchè non arrivi ad accettare, la presenza del limite, ti duole molto, ti fà piangere, ma poi quando puoi accoglierla, arrivi a dire un si che fà male ma che è anche molto positivo: non neghi più, non combatti più, non vuoi essere diverso da ciò che sei, ma dolorosamente accetti;
"si è così".

No comments:
Post a Comment